“CRISTIANO RONALDO Il sogno di sempre”, vita e miracoli dello straordinario calciatore nel libro del giornalista Alberto Castellano

di Pino Cotarelli

“CRISTIANO RONALDO Il sogno di sempre” il libro del giornalista Alberto Castellano, edito da L’Airone in collaborazione con ClipCase (pp. 128, euro 5,90), racconta la storia di Cristiano Ronaldo (detto CR7 dal numero della maglia indossata in campo), uno dei migliori calciatori di tutti i tempi, e lo fa ripercorrendo la sua vita, partendo dall’infanzia travagliata, all’esordio con lo Sporting Lisbona, ai primi successi con il Man Utd, ai trionfi con il Real Madrid con il quale vincerà tutto e di più, fino all’approdo alla Juve. Ne descrive anche l’umanità spesso celata del grande campione, i cui numeri, che smentiscono l’idea della inattendibilità delle statistiche, dimostrano la veridicità di una leggenda che ha bruciato record impensabili, segnando anche innumerevoli gol di cui si è perso il conto. Una fornitissima bacheca stracolma di trofei e premi ne sono la testimonianza.
Interessante anche la possibilità che offre il libro di utilizzare l’applicazione gratuita ClipCase da smartphone o da computer, per visualizzare il vasto corredo di foto, aneddoti, aspetti della sua vita pubblica e privata, i link ai video delle sue prodezze, informazioni che possono soddisfare le curiosità e le conoscenze degli appassionati e dei fans più esigenti, riguardo alle grandi doti umane e tecniche di Cristiano Ronaldo.
L’autore ci descrive i momenti della travagliata nascita del campione avvenuta il 5 febbraio del 1985 nell’isola portoghese Madera (“Madeira” in portoghese), da Maria Dolores Dos Santos Aveiro, cuoca di una scuola elementare. Nascita accolta con preoccupazione anche dal padre Jose Dinis Aveiro, giardiniere comunale di origini capoverdiane, disoccupato, preoccupato per quella quarta bocca da dover sfamare. La signora Maria prova anche a rivolgersi ad un medico per interrompere la gravidanza, ma questi si rifiuta, beve anche inutilmente tanta birra scura per abortire, dal consiglio di un’amica, ma riuscirà ad avere solo mal di testa ed impellenti necessità fisiologiche. Quindi, Cristiano, il cui nome gli viene dato dal padre per la sua grande ammirazione per Ronald Reagan, finalmente riesce a nascere all’ospedale Cruz de Carvalho alle 10.20 in un mattino di fine inverno. Naturalmente la vita non sarà facile per questo bambino magrolino, con denti storti, un carattere spigoloso e che a scuola è un disastro. Ma il suo unico giocattolino diventa il pallone col quale gioca ovunque, in cortile, per strada, in piazza, sui campi; nella via di casa, una abitazione di legno e lamiera con fessure e squarci da cui passano vento e pioggia.
A sette anni (1992) Cristiano comincia a giocare a calcio nella squadra di zona, il CF Andorinha de Santo Antonio, club locale di Funchal capoluogo di Madera. Ma finisce spesso per prevalere quel suo caratteraccio che lo penalizza nelle convocazioni, anche se l’allenatore lo considera già un piccolo talento. A dieci anni passa al Clube Desportivo Nacional de Madeira, noto come Nacional, al costo di due mute di divise nuove. Ma la fama del Baby-fenomeno valica i confini dell’arcipelago per cui finisce per essere rilevato dallo Sporting Lisbona, che in virtù di un credito vantato nei confronti del Nacional, avrà la meglio sul FC Porto e Benfica. Aurelio Pereira, il responsabile degli osservatori della squadra della capitale portoghese, capisce subito che quel ragazzino complicato ha talento da vendere e perviene all’acquisto più caro di sempre per un calciatore di quell’età, l’equivalente di 12.000 euro. Cristiano quindi arriva a Lisbona a soli 12 anni ed è magro, scontroso, dominato dall’ossessione di primeggiare. Ma ha anche molta nostalgia di casa e della famiglia, telefona piangendo, implora la mamma di farlo tornare, ma la donna non cede perché sa che quello per il figlio è l’unico treno che passerà nella sua vita. Nonostante le difficoltà e la trafila nelle giovanili dello Sporting, Cristiano si fa notare per le partite spettacolari che fa, aumenta anche di peso con zuppe e ore di palestra anche dopo ogni allenamento. Pochi amici e pochi soldi perché lo stipendio viene inviato a casa alla madre, che riesce anche a nascondergli il fallimento del suo matrimonio a causa dell’alcool di cui fa abuso il padre. È in questi anni che Cristiano conosce Leonel Pontes, allenatore delle giovanili, anche lui di Funchal, che vede come un secondo padre, la loro amicizia si rafforza al punto che Pontes viene nominato suo tutore legale allo Sporting e resterà sempre un suo punto di riferimento. Cristiano Ronaldo gioca 31 partite e segna 5 gol nella prima stagione da professionista, finisce per attirare l’interesse di club europei come Inter, Arsenal e Barcellona, ma a segnalare il giocatore ad Alex Ferguson del Manchester United è l’allora collaboratore Carlos Queiroz, che diventerà CT del Portogallo. Il Manchester, raddoppia addirittura la sua prima offerta di 9 milioni, una cifra record per un diciottenne e lo Sporting ovviamente cede. È nel Manchester che gli viene dato il numero di maglia a lui più congeniale, il 7 (da qui l’acronimo CR7), lasciato libero da un certo David Beckham, ed è proprio Ferguson che lo convince ad indossarlo. Il suo esordio sfavillante si esplicita nel commento dei due tecnici: Sir Alex: «Un debutto meraviglioso», Allardyce: «È di un altro livello». Con il Manchester vincerà la sua prima Champions League, il titolo di Campione del mondo per club e frantumerà diversi record. Nel 2009 passa con il Real Madrid, vincerà 4 Champions League, 5 Palloni d’Oro, ecc., per un totale di 450 gol segnati in 438 partite giocate. A 33 anni, CR7 diventa il nuovo attaccante della Juventus con uno stipendio da capogiro.
Una meticolosa descrizione della carriera di CR7 che l’autore, Alberto Castellano, ha arricchito con la descrizione dei vari rapporti del campione con i figli, con gli allenatori, con le fidanzate, con le amanti, i vari flirt e senza trascurare superstizioni, scaramanzie, insomma un contenuto che può soddisfare anche il più esigente curioso della vita di Cristiano Ronaldo.

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