STRONG & CHIC di Nadège Dubospertus. Molti i consigli per imparare ad ascoltare il proprio io interiore, per amarsi e dedicarsi del tempo

STRONG & CHIC di Nadège Dubospertus. Molti i consigli per imparare ad ascoltare il proprio io interiore, per amarsi e dedicarsi del tempo

di Pino Cotarelli


Nel bel libro “STRONG & CHIC” edito dalla Casa Editrice VALLARDI (pp. 240, euro 19,90), l’autrice Nadège Dubospertus, nota modella parigina degli anni 90 che ha sfilato per stilisti come Versace, Armani, Valentino, Chanel, Dior, Calvin Klein, Lacroix, Ralph Lauren, Azzedine Alaïa, apparsa anche su grandi copertine di riviste come Marie Claire, Vogue, Elle e Gioia, svela il suo percorso di vita personale ed interiore che l’ha portata ad essere la donna felice e serena che è oggi. Una donna che, pur apprezzando quanto di positivo ha ricevuto dal rilucente e fantastico mondo della moda, nel quale ha vissuto ed al quale ritorna in veste diversa, dopo averlo abbandonato all’apice del successo rinunciando alla carriera per la famiglia, non ammetterà più alcun condizionamento alla sua idea di “donna” che ha finalmente messo al centro della propria esistenza ed alla quale ha data una priorità che si è rivelata valida anche per la sua splendida famiglia. Partendo da questo stato di consapevolezza, Nadège mette a disposizione, in questo libro, condividendolo con i lettori, il suo patrimonio di conoscenza ed esperienza, affinché qualunque donna (e non esclude gli uomini), sappia prendersi cura del proprio corpo e della propria mente, per essere una donna “Strong & chic”. Molti i consigli per imparare ad ascoltare il proprio io interiore, per amarsi e dedicarsi del tempo (mangiando bene, dormendo il giusto, curandosi molto, vestendosi con classe, facendo sport, meditando), per imparare a essere se stesse e a perdonare. Consigli pratici per curare corpo e mente, rallentare il ritmo, creare un ambiente accogliente e trovare anche un proprio stile. Nell’elegante ed esclusiva location dell’Hotel Des Époques di via Nomentana a Roma, alla presenza di giornalisti, attrici, attori e registi tra cui Pino Quartullo, Gianfrancesco Lazotti, volti del piccolo e grande schermo come Alex Partexano, Elena Russo, Chiara Sani, Caterina Misasi, Pietro Bontempo, Rita Carlini, produttori come Claudio Bucci e Roberto Bessi, personaggi televisivi come Amedeo Goria, Livio Beshir e Roberta Beta, la giornalista Gabriella Sassone, il modello Roger Garth, il principe e prefetto Fulvio Rocco De Marinis, lo stylist Marco Scorza, la marchesa Giuliana Friozzi, la ballerina Cristina Sciabbarrasi, una presentazione del libro “STRONG & CHIC” con l’inevitabile e dovuto stile, organizzata da Deborah Bettega che ha voluto con sé anche i relatori Ruggiero Capone, giornalista e scrittore, Anna Maria Cerione, storica dell’arte e Andrea Menaglia, critico letterario ed editore, dai quali è emersa la considerazione generale che vede in questo libro la presenza di un valido metodo, oltretutto basato sulla concreta esperienza di vita dell’autrice, che costituisce un’ottima e agevole guida per mettere in pratica un modello per un vivere sano nella mente e nel corpo e migliorare le nostre relazioni interpersonali. Un’ottima affermazione quindi per Nadège Dubospertus che nell’esordio come scrittrice, dimostra che si può essere belle, attraenti ed in pace con se stesse, a qualsiasi età e con o senza riflettori accesi.

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“Il Calcio in 100 parole” il nuovo libro di Alberto Castellano

“Il Calcio in 100 parole” il nuovo libro di Alberto Castellano

 
di Pino Cotarelli


Nell’universo del calcio giocato/amato/commentato/criticato, il significato d’uso comune di alcune parole, appare scontato ai più e specialmente a quelli che si sentono in grado di analizzare e giudicare partite calcistiche, arbitri, allenatori e calciatori. Dobbiamo ammetterlo, siamo in molti ad avere col calcio un approccio da sapientoni e guai a chi ci vuole contraddire. Ma a leggere il libro di Alberto Castellano ““Il calcio in 100 parole”, edito da Gremese (pp. 50, euro 9,90), acquistabile anche nelle edizioni digitali di New Books, si scopre che il nostro è un sapere calcistico approssimativo e necessita degli opportuni approfondimenti che possano attenuare alcuni atteggiamenti di esaltazione o di rigidità nelle nostre discussioni calcistiche, seppur dettati dalla grande passione per uno degli sport più amati e seguiti. L’autore Alberto Castellano ci aiuta con i suoi approfondimenti storico/tecnici su cento parole, scelte da lui liberamente, che, a suo parere, si sono rivelate illuminanti ed utili ad una opportuna e approfondita conoscenza che può arginare la nostra tendenza alla autoreferenzialità. Un’informazione indispensabile se si considera che il popolo del mondo del calcio è eterogeneo, come sottolinea anche l’autore nell’introduzione, -il calcio è trasversale unisce uomini e donne di destra e di sinistra, (sotto)proletari e borghesi, operai e capitalisti, ignoranti e intellettuali in nome del pallone “sospendono” le differenze politiche, economiche, sociali, culturali ed è l’occasione per per confrontarsi, scontrarsi, polemizzare, azzuffarsi quando ci sono di mezzo rigori non dati, partite vinte nel tempo di recupero, risultati ingiusti ma sono anche disposti ad ammirare sportivamente giocate sopraffine, parate miracolose, acrobazie impossibili. Ben vengano quindi suggerimenti e spunti che possano arricchire le nostre conoscenze calcistiche ed elevare, nel tono e nella competenza, le nostre disquisizioni sul mondo del calcio. Qualche esempio, per apprezzare in sintesi il dettaglio tecnico/storico dell’autore, che si può approfondire nella lettura: il dribbling è un gesto tecnico consistente nel superare l’avversario con la palla al piede grazie ad una rapida mossa atta a disorientarlo senza che gli venga sottratta e senza commettere fallo; il calciatore brasiliano Garrincha è considerato il più grande dribblatore della storia del calcio. I tipi di dribbling sono: tradizionale, solada, con finta alla Matthew, Cruijff turn, l’elastico, il Ronaldo chop, McGeady spin, con Hocus Pocus , boba, doppio passo, stop e cambio di direzione, stop a seguire; drible de vaca, foca, tunnel, veronica. veronica col tacco, veronica avanzata, sombrero, esca, cuauhtemiña, bicicletta, Gravesinha, tacco-punta, passo della farfalla; croqueta. Il fallo è un’infrazione commessa da un calciatore contro un avversario mentre il pallone è in gioco. Le infrazioni previste dal Regolamento e punibili con un calcio di punizione diretto (o di rigore, se commesse all’interno della propria area di rigore) sono dieci: dare o tentare di dare un calcio ad un avversario; fare o tentare di fare uno sgambetto ad un avversario; saltare su un avversario; caricare un avversario; colpire o tentare di colpire un avversario; spingere un avversario; effettuare un tackle colpendo l’avversario prima del pallone; trattenere un avversario; sputare contro un avversario; toccare volontariamente il pallone con le mani (fa eccezione il portiere all’interno della propria area di rigore). Interessanti sono anche alcune delle definizioni/spiegazioni come il calcio globale, il cucchiaio , il metodo, la rabona, il ranking l’Uefa, il sistema, il metodo vs. sistema, il tap-in, il tiki-taka, il trivela, Un libro piacevole nella lettura, che facilita la ricerca dell’argomento che si vuole approfondire, per la sua suddivisione in indice alfabetico.

 

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ARTEMISIA GENTILESCHI a Napoli tra le pagine di Bruno Sacco

ARTEMISIA GENTILESCHI a Napoli tra le pagine di Bruno Sacco

Di Domenico Natale

La narrazione della “malia” di Napoli, sempre sospesa tra realismo perfino brutale e mistero, è, come si sa, frequente. Questo suo aspetto è facile percepirlo, perché i segni sono alla portata di tutti, ma il difficile è descriverlo nelle sue diverse essenze, cioè in quel mutevole e continuo divenire che trasforma tutto in tutto a seconda delle diverse sensibilità di chi lo percepisce. Ci vuole una vera e propria capacità ermeneutica, che a mio parere i napoletani posseggono geneticamente, per attraversare con naturalezza i meandri di questa “città bifronte” dove s’incontrano “evidenza e mistero, solarità e buio, luce e tenebre, abbondanza e squallore, ricchezza e miseria”: tutto è presente e relazionato nella scena contorta ma avvincente della topografia cittadina. Nessuno, in questo contesto che è solo napoletano, è sempre la stessa cosa; nessuno è solo giusto, misericordioso, malvagio: neppure, forse, è sempre se stesso. Bruno Sacco, nel suo libro Artemisia e gli occhi del diavolo, edizioni Kairos Serie Oro, non solo possiede la capacità ermeneutica di comprendere questa Napoli, ma ha anche la non frequente dote di saperla narrare. Questo è, a mio parere, uno degli aspetti più belli del libro: non solo concordi immediatamente e totalmente con le ambientazioni della sua narrazione, ma ti convinci anche di conoscere meglio la città alla fine del romanzo.
Non ho condiviso la scelta di caratterizzare eccessivamente, all’inizio del loro apparire, Pulcinella e Coviello nei limiti delle loro maschere. Mi ha sorpreso e convinto, invece, il loro progressivo mutarsi in Taddeo e Bartolomeo per poi aspirare di nuovo ad essere Pulcinella e Coviello. Concreta e affascinante Lisetta innanzitutto, come la coppia malefica De Pinedo-Martignon. Assolutamente convincente la descrizione dei religiosi, tutti, Sfigurato e monache benedettine compresi.
Ritengo geniale la trovata della compresenza transgenerazionale e corale degli artisti dell’epoca nella trama del racconto: un punto di vista insolito ed affascinante ritengo, anche per gli addetti ai lavori. I personaggi sono incisivi tutti, fino all’ultima comparsa, perché sempre colti nella verità del loro essere.
Artemisia è la felice sintesi delle competenze dell’autore e del suo direttore editoriale, Anita Curci.
Quel che è stato creato è quanto di meglio era possibile fare. La fortuna di un artista, infatti, si completa solo nella sua narrazione; quando letteratura e competenza storico-critica si coordinano e si fondono, nascono miracoli come questa Artemisia o come, a mio parere, il Gemito della Marasco.

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