Kairòs Edizioni presenta alla Libreria Raffaello la raccolta di ninne nanne napoletane “Nonna nonna, nunnarella” di Luciano Galassi

Kairòs Edizioni presenta alla Libreria Raffaello la raccolta di ninne nanne napoletane “Nonna nonna, nunnarella”
di Luciano Galassi

Lunedì 10 dicembre 2018 ore 17,30 in via Kerbaker 35 Napoli, sarà presentato il volume “Nonna nonna, nunnarella”
di Luciano Galassi. Interverranno insieme all’autore  Rita Felerico (relatore), Patrizia Spinosi, Monica Assante di Tatisso (canto)
Michele Boné (chitarra), Diana Colella (letture)

Luciano Galassi torna a cimentarsi con la lingua napoletana e le sue sfaccettature, questa volta prendendo in analisi un altro aspetto tradizionale della cultura popolare: le ninne nanne. In esse si ritrovano elementi religiosi, antiche influenze pagane, riferimenti locali e reminiscenze storiche; elementi che le rendono tracce imprescindibili per la comprensione della più autentica tradizione napoletana.
Il volume, edito dalla Kairòs Edizioni, nella collana “All’ombra del vulcano”, pp. 235, euro 15, sarà presentato lunedì 10 dicembre 2018 alle ore 17,30 alla Libreria Raffaello in via Kerbaker 35 a Napoli. Ne discuterà con l’autore, Rita Felerico tra le letture di Diana Colella e i canti di Patrizia Spinosi e Monica Assante di Tatisso, accompagnate dal suono della chitarra di Michele Boné.
In questa affascinante e interessante raccolta di ninne nanne, si evidenzia l’esigenza di un contatto col mondo tipico dei bambini ed il riflesso della sfera emotiva di chi li accudisce. Tema complesso che l’autore affronta dando ampio spazio ad una riflessione critico-esplicativa, ricca di corollari e derivati tematici spesso inediti e frutto di accurate ricerche personali.
“Quando nel 2016 ho affrontato il vasto tema delle filastrocche napoletane, ho deciso di sviluppare, per ciascun componimento selezionato, un excursus critico ampio nell’intento di approfondire e svelare l’humus nel quale queste forme popolari affondano le loro radici”, chiarisce Galassi. “È così che si è presentato ai miei occhi un caleidoscopio di elementi storici, spunti favolistici, giochi di bambini, sentimenti religiosi, superstizioni radicate, personaggi proverbiali, temi dell’immaginario collettivo, che mi è piaciuto mettere in luce, spiegare, riordinare. Il tutto per mostrare come queste produzioni tradizionali, spesso incoerenti e dal significato sfuggevole, sono comunque la testimonianza del modo di essere, di pensare, di “fare filosofia”, del “sapere” della gente napoletana.
Tutto ciò l’ho trovato integralmente anche nelle ninne nanne, altri etnotesti (come tali appartenenti al patrimonio folclòrico orale dell’umanità) in cui confluiscono elementi fideistici, reminiscenze pagane, miti e leggende, riferimenti a toponimi ed eventi storici, e che appaiono vere miniere di conoscenze, linee guida per la comprensione della trama mentale e spirituale degli strati più immediati, e direi più puri, della gente di Partenope”.

Luciano Galassi, nel 2013 si è classificato primo per la Sezione Lingua, al Premio di Poesia “Raffaele Viviani” e nell’ottobre del 2015 l’Accademia di Alta Cultura “Europa 2000” gli ha conferito la Targa d’Onore Accademica per la cultura.
Con la casa Editrice Kairós ha pubblicato: nella collana di saggistica “All’ombra del Vulcano”, i testi ’O mellone chino ’e fuoco, Acqua ’e maggio, Le zandraglie, Mannaggia Bubbà, Asso ’e coppe, Chianette e carocchie, Cucozze e caracazze; nella collana di narrativa “Storie di Megaride”, la raccolta di racconti Sigma più; nella collana di narrativa “Sherazade”, la sìlloge di racconti Venere all’incanto e il romanzo 101 sfumature di eros.
Nel 2015, per Guida-Kairós, sono usciti Salùtame a sòreta e la nuova edizione riveduta e ampliata di Wellerismi napoletani.
Nel 2017, per Kairós, ha pubblicato Figlio ’e ’ntrocchia.


“CRISTIANO RONALDO Il sogno di sempre”, vita e miracoli dello straordinario calciatore nel libro del giornalista Alberto Castellano

di Pino Cotarelli

“CRISTIANO RONALDO Il sogno di sempre” il libro del giornalista Alberto Castellano, edito da L’Airone in collaborazione con ClipCase (pp. 128, euro 5,90), racconta la storia di Cristiano Ronaldo (detto CR7 dal numero della maglia indossata in campo), uno dei migliori calciatori di tutti i tempi, e lo fa ripercorrendo la sua vita, partendo dall’infanzia travagliata, all’esordio con lo Sporting Lisbona, ai primi successi con il Man Utd, ai trionfi con il Real Madrid con il quale vincerà tutto e di più, fino all’approdo alla Juve. Ne descrive anche l’umanità spesso celata del grande campione, i cui numeri, che smentiscono l’idea della inattendibilità delle statistiche, dimostrano la veridicità di una leggenda che ha bruciato record impensabili, segnando anche innumerevoli gol di cui si è perso il conto. Una fornitissima bacheca stracolma di trofei e premi ne sono la testimonianza.
Interessante anche la possibilità che offre il libro di utilizzare l’applicazione gratuita ClipCase da smartphone o da computer, per visualizzare il vasto corredo di foto, aneddoti, aspetti della sua vita pubblica e privata, i link ai video delle sue prodezze, informazioni che possono soddisfare le curiosità e le conoscenze degli appassionati e dei fans più esigenti, riguardo alle grandi doti umane e tecniche di Cristiano Ronaldo.
L’autore ci descrive i momenti della travagliata nascita del campione avvenuta il 5 febbraio del 1985 nell’isola portoghese Madera (“Madeira” in portoghese), da Maria Dolores Dos Santos Aveiro, cuoca di una scuola elementare. Nascita accolta con preoccupazione anche dal padre Jose Dinis Aveiro, giardiniere comunale di origini capoverdiane, disoccupato, preoccupato per quella quarta bocca da dover sfamare. La signora Maria prova anche a rivolgersi ad un medico per interrompere la gravidanza, ma questi si rifiuta, beve anche inutilmente tanta birra scura per abortire, dal consiglio di un’amica, ma riuscirà ad avere solo mal di testa ed impellenti necessità fisiologiche. Quindi, Cristiano, il cui nome gli viene dato dal padre per la sua grande ammirazione per Ronald Reagan, finalmente riesce a nascere all’ospedale Cruz de Carvalho alle 10.20 in un mattino di fine inverno. Naturalmente la vita non sarà facile per questo bambino magrolino, con denti storti, un carattere spigoloso e che a scuola è un disastro. Ma il suo unico giocattolino diventa il pallone col quale gioca ovunque, in cortile, per strada, in piazza, sui campi; nella via di casa, una abitazione di legno e lamiera con fessure e squarci da cui passano vento e pioggia.
A sette anni (1992) Cristiano comincia a giocare a calcio nella squadra di zona, il CF Andorinha de Santo Antonio, club locale di Funchal capoluogo di Madera. Ma finisce spesso per prevalere quel suo caratteraccio che lo penalizza nelle convocazioni, anche se l’allenatore lo considera già un piccolo talento. A dieci anni passa al Clube Desportivo Nacional de Madeira, noto come Nacional, al costo di due mute di divise nuove. Ma la fama del Baby-fenomeno valica i confini dell’arcipelago per cui finisce per essere rilevato dallo Sporting Lisbona, che in virtù di un credito vantato nei confronti del Nacional, avrà la meglio sul FC Porto e Benfica. Aurelio Pereira, il responsabile degli osservatori della squadra della capitale portoghese, capisce subito che quel ragazzino complicato ha talento da vendere e perviene all’acquisto più caro di sempre per un calciatore di quell’età, l’equivalente di 12.000 euro. Cristiano quindi arriva a Lisbona a soli 12 anni ed è magro, scontroso, dominato dall’ossessione di primeggiare. Ma ha anche molta nostalgia di casa e della famiglia, telefona piangendo, implora la mamma di farlo tornare, ma la donna non cede perché sa che quello per il figlio è l’unico treno che passerà nella sua vita. Nonostante le difficoltà e la trafila nelle giovanili dello Sporting, Cristiano si fa notare per le partite spettacolari che fa, aumenta anche di peso con zuppe e ore di palestra anche dopo ogni allenamento. Pochi amici e pochi soldi perché lo stipendio viene inviato a casa alla madre, che riesce anche a nascondergli il fallimento del suo matrimonio a causa dell’alcool di cui fa abuso il padre. È in questi anni che Cristiano conosce Leonel Pontes, allenatore delle giovanili, anche lui di Funchal, che vede come un secondo padre, la loro amicizia si rafforza al punto che Pontes viene nominato suo tutore legale allo Sporting e resterà sempre un suo punto di riferimento. Cristiano Ronaldo gioca 31 partite e segna 5 gol nella prima stagione da professionista, finisce per attirare l’interesse di club europei come Inter, Arsenal e Barcellona, ma a segnalare il giocatore ad Alex Ferguson del Manchester United è l’allora collaboratore Carlos Queiroz, che diventerà CT del Portogallo. Il Manchester, raddoppia addirittura la sua prima offerta di 9 milioni, una cifra record per un diciottenne e lo Sporting ovviamente cede. È nel Manchester che gli viene dato il numero di maglia a lui più congeniale, il 7 (da qui l’acronimo CR7), lasciato libero da un certo David Beckham, ed è proprio Ferguson che lo convince ad indossarlo. Il suo esordio sfavillante si esplicita nel commento dei due tecnici: Sir Alex: «Un debutto meraviglioso», Allardyce: «È di un altro livello». Con il Manchester vincerà la sua prima Champions League, il titolo di Campione del mondo per club e frantumerà diversi record. Nel 2009 passa con il Real Madrid, vincerà 4 Champions League, 5 Palloni d’Oro, ecc., per un totale di 450 gol segnati in 438 partite giocate. A 33 anni, CR7 diventa il nuovo attaccante della Juventus con uno stipendio da capogiro.
Una meticolosa descrizione della carriera di CR7 che l’autore, Alberto Castellano, ha arricchito con la descrizione dei vari rapporti del campione con i figli, con gli allenatori, con le fidanzate, con le amanti, i vari flirt e senza trascurare superstizioni, scaramanzie, insomma un contenuto che può soddisfare anche il più esigente curioso della vita di Cristiano Ronaldo.

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“Anna Campori. Un secolo in teatro” di Gioconda Marinelli e Angela Matassa. Presentazione del libro al Diana di Napoli il 24 novembre

“Anna Campori. Un secolo in teatro” di Gioconda Marinelli e Angela Matassa. Presentazione del libro al Diana di Napoli il 24 novembre

Prima presentazione del volume “Anna Campori. Un secolo in teatro” di Gioconda Marinelli e Angela Matassa al Teatro Diana di Napoli, sabato 24 novembre, alle ore 11.30.

«Il primo libro su un’attrice che ha lasciato un segno importante nel teatro e nel cinema italiano».

La casa editrice Homo Scrivens vi invita alla prima presentazione del volume “Anna Campori. Un secolo in teatro” di Gioconda Marinelli e Angela Matassa (edito per la collana arti).
L’evento, inserito nella rassegna “Gli incontri con la lettura”, si tiene sabato 24 novembre, alle ore 11:30, presso il Teatro Diana di Napoli. Intervengono: la giornalista Titta Fiore e il patron del teatro Lucio Mirra. Conduce la giornalista Roberta D’Agostino. Letture dell’attrice Annamaria Ackermann. Durante l’evento testimonianze di artisti e di altre personalità del mondo dello spettacolo e della cultura.

Il libro è un omaggio ad Anna Campori, figlia d’arte, attrice brillante, cantante d’operetta e ballerina. Ricco di un ampio apparato iconografico, documenti e testimonianze inedite, ripercorre la lunga e felice carriera di un’artista che ci ha lasciato a cento anni, il 19 gennaio 2018.
Soubrette nell’avanspettacolo e nella rivista con i fratelli De Vico, Macario, Rascel, Taranto, è stata anche l’indimenticabile “Giovanna, la nonna del Corsaro Nero” in tv.
Nel cinema ha lavorato con i più grandi attori tra cui Totò, Tina Pica, Aldo Fabrizi, Vittorio De Sica, Anna Magnani, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Walter Chiari.

Gioconda Marinelli collabora con Il Mattino. Ha pubblicato poesie (A dir la poesia, Homo Scrivens), biografie di artisti, e, con Dacia Maraini, Dizionarietto quotidiano (Bompiani).

Angela Matassa, giornalista e scrittrice, scrive per il quotidiano Il Mattino. Ha fondato e dirige il periodico per ragazzi la Mongolfiera, e il web magazine NT – Notizie Teatrali. Fra le sue numerose opere, Favole e leggende della Campania (Homo Scrivens, 2016).


LA VOCE E LA SCENA di un’attrice doc, Ackermann story

LA VOCE E LA SCENA di un’attrice doc, Ackermann story

Di Antonio Tedesco
Annamaria Ackermann, un’attrice che ha attraversato con inconfondibile classe e altrettanta signorilità, una parte consistente della recente storia del teatro e dello spettacolo italiani. Quello che si dice una “signora delle scene”. Maestra di dizione, capace di esprimersi con pari padronanza in lingua e in dialetto. Senza mai rinunciare, in un caso e nell’altro, alla raffinata eleganza, allo stile e all’intensità, nell’arte di porgere il testo. Una voce calda, misurata, ricca di coloriture e toni espressivi. Grazie alla quale, oltre alla sua, pur intensa, attività teatrale e a qualche incursione cinematografica, ha potuto dare contributi molto importanti anche alla radio e alla televisione.
Non a caso si intitola La voce e la scena il libro a lei dedicato da Anna Maria Siena Chianese ed edito da Homo Scrivens Edizioni. Il volume ripercorre con partecipe precisione non solo la carriera artistica, ma anche la vicenda umana della Ackermann. Quella, cioè, di una donna che ha sempre saputo coniugare con ricercato equilibrio l’attività artistica e la vita privata.
Il testo si articola, per oltre la metà, nella forma di una lunga intervista (mentre la seconda e terza parte, più brevi, sono dedicate all’evoluzione dell’idea di teatro e alla lezione sempre attuale di Eduardo), anzi, per meglio dire, di un colorito dialogo tra l’attrice e l’autrice, la quale ultima non nasconde, fin da subito, il lungo rapporto di amicizia, e il sodalizio umano, che la lega alla Ackermann.
Una vicinanza che gioca a favore della vivacità del testo e, probabilmente, della immediatezza e della sincerità delle risposte. Anna Maria Siena Chianese, infatti, stimola la Ackermann a dire di sé, della sua storia, dei suoi inizi, della sua idea di vita e di teatro. Rende agile e piacevole la lettura suddividendo gli argomenti di volta in volta trattati in piccoli paragrafi argutamente titolati e altrettanto sapientemente introdotti.
E intanto si parla di spettacolo, di cultura, di teatro e scorrono lungo le pagine grandi nomi della scena, dell’arte, della letteratura così come titoli di spettacoli, reading ed eventi culturali che hanno lasciato a lungo un segno indelebile. Per una carriera che ha saputo
spaziare in tutti i campi, dal classico, al dialettale, fino al teatro contemporaneo più avanzato e sperimentale.
Dagli esordi nella Compagnia di Eduardo, ai lunghi anni di lavoro alla RAI, tra radio e sceneggiati TV. Voce di scrittori e poeti quali Rea, Prisco, Quasimodo, fino alle esperienze più recenti con Servillo e Roberto De Simone. La storia di Annamaria Ackermann è in, questo libro, lo specchio di un tempo e di un’epoca, con le sue ansie di crescita e di rinnovamento. Vissuto non senza affrontare difficoltà e prove anche dure. Ma non rinunciando mai alla propria personalità e alla propria visione del mondo. Né a quell’elegante tocco di classe che sempre fa la differenza. Pagine 132 – € 14,00


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LA MISURA DELL’ERRORE, Tirelli racconta Antonio Latella

LA MISURA DELL’ERRORE, Tirelli racconta Antonio Latella

Di Antonio Tedesco

La misura dell’errore è un libro in forma di intervista attraverso il quale il curatore Emanuele Tirelli ripercorre la carriera di Antonio Latella. A partire dagli esordi, dai primi segnali di una vocazione forte, tanto da spingerlo a interrompere gli studi regolari per seguire dei corsi di infermiere e avere così un lavoro con cui pagarsi le lezioni di recitazione. Figlio di operai meridionali emigrati al Nord, il futuro regista è costretto a scelte non facili.  Ma percorre la sua strada con tenacia e caparbietà. Entra alla scuola del Teatro Carignano di Torino. Di lì, un passo alla volta, vengono gli incontri importanti della sua carriera. Gassman e Ronconi, ma anche Massimo Castri, Elio De Capitani, Franco Però, Antonio Syxty.  Durante la sua breve, ma intensa carriera recitativa Latella compie, sostanzialmente il suo tirocinio da regista assorbendo il lavoro dei maestri con i quali viene a contatto. Lavora su Shakespeare (la sua vera scuola di teatro, lo definisce). Prende coscienza di quello che indica come “la misura dell’errore”, il grande valore formativo che può avere un approccio sbagliato che il regista (nato a Castellammare di Stabia perché la mamma volle venire a partorire al Sud) reputa come passaggio formativo indispensabile. E poi vennero Genet e Pasolini, Porcile, in particolare, del 2003, con il quale mise a punto il suo stile, la sua maniera personale e originale di fare teatro. La sua capacità di aprirsi a nuovi spazi, a nuove visioni, sceniche e drammaturgiche ne hanno fatto un regista molto apprezzato anche all’estero.

Si trasferisce a Berlino, dove ormai vive da molti anni. La sua carriera si è articolata tra varie esperienze: la direzione dello Stabile dell’Umbria, regie di opere liriche, e la direzione artistica del Teatro Nuovo di Napoli. Qui il tentativo di introdurre criteri di gestione e produzione innovativi naufragò per il sopraggiungere di gravi problemi di natura economica.

Ma l’aspetto più interessante di questa lunga intervista è che mette in risalto la figura di un artista-lavoratore, un ispirato artigiano che, si direbbe, lavora a mani nude la materia teatrale con cui si trova a confrontarsi (precisa di non accostarsi mai con idee già pronte o preordinate ad una nuova messa in scena). Innamorato della sua arte, disposto ad identificare interamente con essa la propria vita, Latella pratica un teatro che si nutre di una forte spinta interiore, della necessità di trasformare in forma comunicativa non solo le proprie idee, ma anche, e forse soprattutto, i propri dubbi, i propri travagli, i propri conflitti interiori.

Un libricino per molti versi “aureo”, questo di Tirelli, una lezione sul campo di “scienza del teatro”, espressa attraverso la voce di Latella, senza prosopopea né saccenteria, ma come il frutto di una laboriosa, faticosa, gratificante conquista quotidiana.

La misura dell’errore – Vita e teatro di Antonio Latella, edizioni CARACO’ – Collana Teatri di Carta, pagg. 87 – euro 7,00.

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EDUARDO, ARTISTA MULTIMEDIALE

EDUARDO, ARTISTA MULTIMEDIALE

 

di Antonio Tedesco

L’arte di Eduardo – forme della messinscena, pubblicato nel settembre 2017 da Luigi Pellegrini Editore (pagg. 522 – € 20,00), è il secondo volume, frutto di un lavoro sviluppatosi nel 2014, in occasione del trentennale della scomparsa del grande attore e drammaturgo napoletano e partito su iniziativa dell’Università della Calabria nell’ambito di un progetto più ampio intitolato “I giorni e le notti – L’arte di Eduardo”, curato da Roberto De Gaetano e Bruno Roberti e con il contributo della Fondazione Eduardo De Filippo. Articolato in varie forme (convegni, conferenze, letture, testimonianze ecc.), il progetto è andato allargandosi coinvolgendo altre istituzioni quali l’Università di Salerno, la Casa del Contemporaneo, sempre di Salerno, l’Università di Messina, il Suor Orsola Benincasa di Napoli, la Cineteca Nazionale, e producendo, infine, questi due volumi che raccolgono importanti e preziosi contributi di autorevoli critici, studiosi e docenti universitari. Il primo, edito nel 2014 (L’arte di Eduardo – Le forme e i linguaggi, curato dagli stessi ideatori del progetto, De Gaetano e Roberti) si concentra principalmente sulla molteplicità di valenze espressive nelle quali la scrittura drammaturgica di Eduardo, ma anche la sua scrittura scenica in qualità di attore e regista, si esprime, spingendosi anche verso forme di rappresentazione non teatrali, come il cinema, che per un lungo periodo nella carriera del drammaturgo napoletano è stato senza dubbio un percorso artistico parallelo. A distanza di tre anni vede la luce il succitato secondo volume, curato da Isabella Innamorati, Antonia Lezza e Annamaria Sapienza, che arricchisce ulteriormente il discorso di nuove sfaccettature e, oltre ad ospitare saggi critici e approfondimenti di indubbio valore e interesse, ad opera di svariati e prestigiosi autori, si avvale di una serie di testimonianze di chi con il Teatro di Eduardo, a vario titolo, si è confrontato direttamente sulle scene (Pier Paolo Sepe, Enzo Moscato, Alfonso Santagata ecc.). I due volumi costituiscono, nel complesso, un importante strumento di studio e conoscenza dell’attività artistica di Eduardo, che viene contestualizzata in maniera più ampia, mettendo in rilievo aspetti del suo lavoro rimasti in ombra, oscurati da quella sorta di “gigantismo” teatrale che ne ha fatto uno degli autori più importanti del ’900. Dai suoi rapporti con il cinema neorealista, alle collaborazioni con importanti istituzioni teatrali italiane, alla multimedialità – fino ad oggi sottovalutata – nella quale il suo lavoro drammaturgico ha trovato innumerevoli diramazioni.

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DOPO EDUARDO l’antologia critica sul teatro dagli anni ’80 ad oggi a cura di Luciana Libero

DOPO EDUARDO l’antologia critica sul teatro dagli anni ’80 ad oggi a cura di Luciana Libero

 

Primo volume della collana dedicata al Teatro, e secondo della linea SERIE ORO ideata e diretta dalla giornalista Anita Curci, in collaborazione con la casa editrice Apeiron e la Fondazione Eduardo De Filippo, DOPO EDUARDO – Trenta anni di Nuova Drammaturgia a Napoli, è un’antologia critica di teatro, curata da Luciana Libero. A trenta anni dal suo fortunato libro, divenuto un cult degli anni ’80, che segnò la nascita della nuova drammaturgia con i testi di Manlio Santanelli, Annibale Ruccello e Enzo Moscato, questo secondo volume raccoglie nuovi testi e una ricca rifles¬sione della Libero sul teatro a Napoli dagli anni ’80 ad oggi. L’antologia riunisce sette titoli rappresentativi della produzione drammaturgica degli ultimi decenni, dalle opere che rivelarono Manlio Santanelli ed Enzo Moscato, come Uscita di emergenza e Scannasurice, a Saro e la Rosa di Francesco Silvestri, Donne di potere di Fortunato Calvino, L’abito della sposa di Mario Gelardi, Favole del mare di Massimo Andrei, Mal’essere di Davide Iodice, e materiali su Annibale Ruccello, Franco Autiero e Antonio Neiwiller.

 

Luciana Libero, giornalista, studiosa e critico teatrale, è stata direttore artistico di iniziative e festival sul teatro contemporaneo in diverse città italiane. Ha promosso gruppi e aree di ricerca, come quella sugli autori del Dopo Eduardo, ha curato saggi e monografie sulla drammaturgia contemporanea e si è occupata di politiche e legislazione dello spettacolo.
Tra i suoi ultimi saggi, Il teatro e il suo Sud. Politiche, economia e linguaggi della scena italiana (Bulzoni, 2008). Vive e lavora a Salerno.

 

COLLANA Teatro
PREZZO € 20,00
ISBN 9788896884195
FORMATO 17×23
COPERTINA con alette
PAGINE 387


EUSAPIA PALLADINO di Alexandra Rendhell, la vita di una donna che fece parlare di sé il mondo intero

EUSAPIA PALLADINO di Alexandra Rendhell, la vita di una donna che fece parlare di sé il mondo intero

 

 

La biografia di Eusapia Palladino, nel libro di Alexandra Rendhell Eusapia Palladino – La medium star disperazione della scienza, edizioni Apeiron, viene ritessuta per la prima volta con l’aiuto di inediti documenti d’archivio, che fanno ripercorrere, proprio come si svolse davvero, la vita da romanzo di una donna che fece parlare di sé il mondo intero tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, contribuendo a propagare in ogni sfera sociale l’interesse per la ricerca psichica. Uomini di cultura e grandi scienziati di quel tempo, Lombroso, Morselli, il fisiologo premio Nobel Charles Richet, de Rochas e tanti altri ebbero modo di osservare i suoi eccezionali fenomeni attribuiti da alcuni all’intervento dell’aldilà, da altri ad una capacità della mente di origine ancora sconosciuta. Un personaggio affascinante, ma controverso, amato, ma anche criticato e vilipeso da coloro che considerarono le sue misteriose capacità esclusivamente frutto di abili frodi e mistificazioni, tacciando il fior fiore del gotha scientifico dell’epoca di creduloneria o, peggio, di essere abbacinati dal suo magnetico fascino muliebre.
Di se stessa, quasi a scusarsi, ripeteva a chi l’accusava di avere addirittura commercio col demonio: io produco solo buoni fenomeni.
Eusapia Palladino è la medium che meno si è rifiutata alle osservazioni ed agli esperimenti degli scienziati, scrisse di lei il Enrico Morselli, la bestia nera degli spiritisti, tessendone con ciò il più grande degli elogi.
Cesare Lombroso, scettico positivista, che l’avrebbe poi chiamata figlia mia, disse, dopo aver finalmente partecipato ad una seduta di Eusapia: io sono molto vergognato e dolente d’aver combattuto con tanta tenacia la possibilità dei fatti così detti spiritici; dico dei fatti perché alla teoria ancora sono contrario. Ma i fatti esistono e io dei fatti mi vanto di essere schiavo.
“… Uno dei casi più interessanti di tutta la storia della ricerca psichica; uno dei più noti medium fisici che il mondo abbia mai conosciuto …”, con queste parole il ricercatore psichico americano Hereward Carrington componeva, sul New York Times, il proprio necrologio in memoria della Palladino.
Un saggio che si legge come un romanzo, in cui l’autrice ha voluto riversare la sua passione ed il suo amore per la verità storica di uno dei periodi più proficui per l’indagine e la sperimentazione dei cosiddetti fenomeni spiritici. Una rara ricerca di prove per ridare dignità e giustizia ad una donna che subì, inerme, il sovrapporsi di accuse gratuite e passioni irrequiete, che, nell’arco di mezzo secolo di scetticismo e di speranze, si concentrarono sulle tormentose, ma eterne, problematiche dell’aldilà.
Alexandra Rendhell è una esoterista, antropologa, profonda studiosa di tematiche dell’esoterismo e del mistero, è autrice di numerosi saggi e articoli sull’argomento. Co-direttore e redattore della rivista mensile Mysterium Exoterium, ha dedicato la sua vita allo studio e alla ricerca degli aspetti esoterici legati alle antiche religioni e ai corrispondenti riti jerogamici, con particolare riferimento all’area mesopotamica e dell’Indo. Ha scritto numerosi testi sulla sacralità femminile nei culti arcaici.
Figlia d’arte, suo padre è Fulvio Rendhell, esoterista e medium di fama internazionale, autore di testi che hanno riscritto la storia delle discipline magiche, innalzandole al rango di scienze.
Alexandra Rendhell continua col padre lo studio approfondito di tali materie, collaborando con lui alla stesura di libri e articoli, tenendo conferenze e incontri in varie parti del mondo, specialmente in Brasile, negli U.S.A. e nel Regno Unito.
Ha fondato nel 2006 il Magikartcafè, circolo culturale itinerante per la corretta divulgazione e lo studio dell’esoterismo, promuovendo l’arte in tutte le sue manifestazioni. Tale progetto vede riuniti numerosi personaggi del mondo della cultura, in particolar modo attori, registi teatrali, pittori, scrittori e poeti attratti dal mondo del mistero. In questo contesto è nata la serie di conferenze Esoterismo nell’Arte (ESOART’S), da lei ideate e dirette.
Nel 2006 nell’ambito di un progetto di divulgazione attualizzata di argomenti a carattere esoterico, un canale televisivo romano ha messo in onda una serie di trasmissioni, Il mondo degli Spiriti, di cui la Rendhell è stata autrice dei testi e conduttrice.
Autrice teatrale, ha scritto, diretto e messo in scena nel 2007 Fate, una storia vera. A settembre del 2010, ha ideato e composto un’intervista dall’aldilà a Carl Gustav Jung, Conversazioni su di un ordinario sincretismo, rappresentata a teatro da Anna Casalino e Franco Gargia, raccogliendo lusinghiere ed entusiasmanti critiche. Nell’ottobre 2011, a Messina, ha recensito al Circolo Pickwick la monografia del pittore Dimitri Salonia, il demiurgo del colore, con presentazione di Vittorio Sgarbi.
Autrice di testi per documentari e trasmissioni tv, ha collaborato e collabora con reti straniere e nazionali, prestando consulenze per produzioni cinematografiche su film di argomento esoterico.
Nel 2009 per la web tv Italialivetube ha scritto e presentato una serie di documentari sui luoghi misteriosi di Roma. Sostenitrice di una spiritualizzazione globale, si batte per il rispetto dei diritti umani, animali e vegetali ed è una sostenitrice di Greenpeace, Medici Senza Frontiere, Save the Children, Amnesty International. Ha scritto e presentato, a tal proposito, un documentario contro la pena di morte e la tortura, Quando Abele diventa Caino, a supporto di Amnesty International. Ha pubblicato, inoltre, su Mysterium Exoterium una serie di articoli sull’immortalità dell’anima degli animali e sulle loro manifestazioni dall’aldilà.
Nel 2014 ha scritto e messo in scena un suggestivo lavoro sul grande Giacomo Casanova, L’ultimo dialogo del vecchio Casanova con il giovane Seingalt Veneziano – Splendori e miserie di un vecchio libertino, con Franco Gargia e Alex Pascoli.
Autrice di numerose monografie ed articoli sulla spiritualità, oltre che di racconti di fantascienza, ha dato vita al personaggio di Mysterius il Mutante, un eroe “ultradimensionale” in soccorso ai deboli e ai derelitti di qualsiasi dimensione, componendo racconti pubblicati su Mysterium Exoterium, di prossima uscita in unico volume.
Nel 2016 ha pubblicato il saggio filosofico esoterico Magia e Mistero della Vita e della Morte – Universi Mondi, per i tipi di Gangemi Editore, Roma.
Nel 2017 ha pubblicato il saggio storico biografico Eusapia Palladino. La medium star disperazione della scienza, per Apeiron Edizioni, Napoli.
Vive e lavora a Roma.

PREZZO € 25,00
ISBN 9788896884140
FORMATO 17×24
COPERTINA brossura
PAGINE 363


CANZONIERE NAPOLETANO di Mario Lepre, più di una piccola enciclopedia illustrativa ed etimologica

CANZONIERE NAPOLETANO di Mario Lepre, più di una piccola enciclopedia illustrativa ed etimologica

 

Il Canzoniere napoletano – Piccola enciclopedia illustrativa ed etimologica delle canzoni di Napoli, di Mario Lepre, edizioni Apeiron, è un’opera in due volumi (909 pagine totali), unica nel suo genere, corredata di immagini antiche di Napoli, dove l’autore esamina in modo originale più di mille brani selezionati nell’ampio universo della canzone napoletana, privilegiando il periodo classico ma con diversi excursus dalle origini fino ai tempi recenti. Accluso al libro, un cd contenente 20 canzoni tra le più famose, interpretate dallo stesso Lepre e incise in sala di registrazione.
Così Ermanno Corsi ne scrive nella prefazione: “Prendendo atto che il soggetto-argomento canzone napoletana ha una bibliografia sterminata e plurilingue avendo suscitato curiosità, interesse e attenzione in tutto il mondo, Mario Lepre si chiede come mai un napoletano di adozione come me ha voluto aggiungere la sua ’voce’ al coro?. La risposta gli può venire proprio da chi ha letto e apprezzato il suo libro. E se gli si dicesse che i napoletani di adozione finiscono spesso col diventare napoletani più “veraci” degli stessi napoletani nativi? In questo secondo caso è come se si avvertisse un obbligo maggiore, un più forte dovere morale di esprimere ammirazione e attaccamento alla città che ha oltre tremila anni di storia, che a tutti dà sempre la sensazione di non essere mai stata abbastanza esplorata e compresa nelle sue motivazioni e ragioni più profonde.
Ecco allora perché questo Canzoniere napoletano che è molto di più – come recita il sottotitolo – di una piccola enciclopedia illustrativa ed etimologica delle canzoni di Napoli.
Più di mille testi catalogati e riproposti in ordine alfabetico (da ’A ’nfrascata a Zingarella): tutto un percorso che lega le antiche Villanelle al periodo d’oro e arriva a tempi a noi più vicini. La originalità del lavoro sta proprio nel rendere a ogni canzone quello che le è dovuto: l’origine etimologico-semantica, la formulazione lessicale, la modalità ortografica, grammaticale e sintattica. Una esemplare cura filologica che tiene conto delle immancabili variazioni a seconda dei periodi storici vissuti”.
Mario Lepre, magistrato in pensione, ha scritto, oltre a testi e commenti di cultura giuridica, il libro storico autobiografico che riflette il costume sociale di un certo ambiente di Roma: un percorso che termina all’età di 17 anni con la sua venuta a Napoli… Per respirare il sole… edito da Grimaldi & C.
E proprio in questa città si è appassionato alla canzone napoletana di cui ha anche interpretato parecchi brani.

Titolo: Canzoniere napoletano
Piccola enciclopedia illustrativa ed etimologica delle canzoni di Napoli
Autore: Mario Lepre
Prima edizione 2018
Apeiron Edizioni, Napoli
ISBN: 978-88-96884-188
Prezzo € 45,00